Le origini: lo studio del 1998
Nel 1998, tre professori della Trinity University di San Antonio, Texas — Philip Cooley, Carl Hubbard e Daniel Walz — pubblicarono "Retirement Savings: Choosing a Withdrawal Rate That Is Sustainable" sull'AAII Journal. Lo studio, noto semplicemente come Trinity Study, analizzava la sostenibilità di diversi tassi di prelievo da un portafoglio di investimenti durante il pensionamento.
I ricercatori utilizzarono i rendimenti storici di azioni e obbligazioni statunitensi dal 1926 al 1995, simulando migliaia di periodi rolling di 15, 20, 25 e 30 anni, con diversi mix azionario/obbligazionario e diversi tassi di prelievo.
Il risultato chiave: la regola del 4%
Il risultato più citato dello studio è che un portafoglio composto da 50-75% azioni e 25-50% obbligazioni, con un tasso di prelievo iniziale del 4% annuo (aggiustato per l'inflazione ogni anno successivo), ha una probabilità di successo del 95-100% su un orizzonte di 30 anni.
In pratica, la regola del 4% funziona così:
- Si accumula un portafoglio pari a 25 volte le spese annuali desiderate (l'inverso del 4%)
- Il primo anno si preleva il 4% del capitale
- Ogni anno successivo si preleva la stessa cifra aggiustata per l'inflazione
- Il portafoglio, nella stragrande maggioranza degli scenari storici, sopravvive per almeno 30 anni
Esempio concreto
Un investitore che necessita di €24.000 l'anno (€2.000 al mese) di rendita deve accumulare un portafoglio di €24.000 × 25 = €600.000. Il primo anno preleva €24.000. Il secondo anno, se l'inflazione è stata del 2%, preleva €24.480. E così via.
Aggiornamenti e studi successivi
Lo studio originale è stato aggiornato più volte. William Bengen, che aveva già proposto la regola del 4% nel 1994 in modo indipendente, ha successivamente suggerito che il tasso sostenibile potrebbe essere addirittura del 4,5% con un portafoglio adeguatamente diversificato.
Wade Pfau e altri ricercatori hanno però sollevato cautele per gli investitori non statunitensi. Utilizzando dati internazionali (Dimson, Marsh e Staunton), il tasso sostenibile per alcuni paesi scende al 3,0-3,5%. Per un investitore europeo, un approccio prudente suggerisce di utilizzare un tasso del 3,5%, il che richiede un portafoglio pari a circa 28-29 volte le spese annuali.
I rischi da conoscere
1. Sequence of Returns Risk
Il rischio più insidioso per chi vive di rendita è il rischio di sequenza dei rendimenti. Se i mercati crollano nei primi anni di decumulo, i prelievi a cifra fissa erodono una percentuale molto alta del capitale ridotto, compromettendo irrimediabilmente la capacità di recupero del portafoglio.
Ad esempio, un portafoglio di €600.000 che subisce un calo del 30% nel primo anno scende a €420.000. Se nel frattempo si prelevano €24.000, il capitale scende a €396.000 — servirebbero rendimenti molto superiori alla media per recuperare.
2. Inflazione elevata
In periodi di inflazione alta e persistente (come gli anni '70 o il 2022-2023), i prelievi aggiustati per l'inflazione crescono rapidamente, mettendo pressione sul portafoglio proprio quando i mercati spesso soffrono.
3. Aspettativa di vita superiore a 30 anni
Lo studio originale analizza un orizzonte di 30 anni. Per chi va in pensione a 55-60 anni, o per chi aderisce al movimento FIRE (Financial Independence, Retire Early), l'orizzonte potrebbe essere di 40-50 anni. In questo caso, un tasso di prelievo del 3,0-3,25% è più appropriato.
Implementazione con ETF UCITS per l'investitore europeo
Un portafoglio pensato per il decumulo con la regola del 4% potrebbe essere strutturato così:
Fase di accumulo
- 60-80% azionario: Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (VWCE) o iShares Core MSCI World (SWDA)
- 20-40% obbligazionario: iShares Core Euro Government Bond UCITS ETF (IEGA) + iShares Euro Inflation Linked Government Bond UCITS ETF (IBCI)
Fase di decumulo
- 50-60% azionario globale: per mantenere il potere d'acquisto nel lungo periodo
- 30-40% obbligazionario: per stabilità e prelievi programmati
- 5-10% liquidità o monetario: riserva per 1-2 anni di prelievi, per evitare vendite forzate durante i ribassi
Strategia del "bucket"
Una variante efficace è la strategia a secchi (bucket strategy):
- Secchio 1 (1-2 anni): liquidità e monetario — per i prelievi immediati
- Secchio 2 (3-7 anni): obbligazionario diversificato — per stabilità
- Secchio 3 (7+ anni): azionario globale — per la crescita
Quando i mercati azionari salgono, si "rabbocca" il secchio 1 vendendo dal secchio 3. Quando i mercati scendono, si attinge dai secchi 1 e 2, dando tempo alle azioni di recuperare.
Implicazioni fiscali in Italia
In Italia, le plusvalenze su ETF sono tassate al 26% (o 12,5% per la componente di titoli di stato). Questo va considerato nel calcolo: se servono €24.000 netti, bisogna prelevare di più al lordo delle imposte. Un fattore da non trascurare nella pianificazione.
Conclusione
Il Trinity Study ha fornito una delle regole pratiche più utili della finanza personale. La regola del 4% non è una garanzia — nessuna regola lo è — ma è un punto di partenza robusto basato su quasi un secolo di dati storici. Per l'investitore europeo prudente, un tasso del 3,5% con un portafoglio diversificato di ETF UCITS offre un margine di sicurezza aggiuntivo che tiene conto dei rendimenti storicamente inferiori dei mercati internazionali rispetto a quello statunitense.
